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Eliezer Yudkowsky

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Autodidatta americano, scriveva di intelligenza artificiale nel 1996 a diciassette anni. È il fondatore del versante razionalista dell’altruismo efficace, e i suoi testi più influenti sono The Sequences, un milione di parole di saggistica su come ragionare, e 660.000 parole di narrativa filosofica. Entusiasta della tecnologia all’inizio, per via delle letture transumaniste, nel 2002 aveva cambiato idea: un’intelligenza che non condividesse i valori umani sarebbe catastrofica, e per discuterne bisognava prima insegnare alla gente a ragionare. Il suo precetto, che dice molto del metodo: «VINCI. Non perdere ragionevolmente, VINCI».

Nel sito entra come nodo strutturale più che come autore. Nel 2010 Demis Hassabis incontra Peter Thiel a un convegno ospitato dall’istituto di Yudkowsky e lo convince a investire in DeepMind; è il primo anello della catena che da lì porta a OpenAI e ad Anthropic. Sam Altman ne ha tratto una battuta che l’archivio registra perché è la formulazione più compatta dell’ironia del movimento: Yudkowsky meriterebbe un Nobel per la pace, per avere fatto più di chiunque altro per accelerare l’intelligenza artificiale generale. Nel 2026 sostiene il Ban Artificial Superintelligence Act proposto dal senatore Bernie Sanders.

  • altruismo efficace — Il ramo razionalista che ha dato al movimento la sua escatologia, e l’istituto dove nel 2010 Hassabis incontrò Thiel.
  • convergenza strumentale — Ne è il teorico: l’idea che certi comportamenti emergano in quasi ogni situazione viene dai suoi scritti razionalisti.
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