Teoria dei giochi e ordine internazionale, II

L’ombra del passato

Non molto tempo fa, da queste parti, sostenevo che lo stile negoziale di Trump fosse leggibile come il segnale locale — forse uno dei tanti — di un collasso strutturale del fattore di sconto della politica internazionale. Notavo anche che dentro quel collasso un attore terzo chiamato C, ed era abbastanza chiaro di chi parlassi, stesse beneficiando di un vantaggio strutturale di prevedibilità che fosse indipendente da qualunque considerazione morale sul regime che lo governa. Il modello era netto: A defeziona, C resta fermo, gli altri ricalibrano i propri delta (che è un po’ la misura delle loro aspettative di ritorno per le interazioni future ) e spostano peso strategico verso il giocatore più affidabile. Verso la fine accennavo en…

La differenza fra Claude e le mie gatte

Cinque definizioni dell’AI, la disputa sugli universali, le metafore-strumento e uno Spinoza implicito. Cosa siamo quando proviamo a definire l’intelligenza artificiale.

A dicembre, a casa abbiamo adottato due gatte. La decisione è stata sollecitata, con una certa forza, da mia figlia: la quale evidentemente, essendo senza fratelli, aveva bisogno di compagnia. E il più contrario ero probabilmente io, condizionato dalla mia esperienza di vita. Da provinciale quale sono, ho trascorso la mia infanzia all’insegna dello spazio: sono cresciuto in una casa con un giardino spazioso, e per…

Cartolina dal paese più bello del mondo

Due modelli di intellettuale, il costrutto geografico Nord/Sud come alibi, la paura del mare e il fallimento strategico italiano. Una cartolina non decorativa.

I. Due modelli di intellettuale Nel marzo del 1848, mentre Milano insorgeva contro l’Austria, Carlo Cattaneo dirigeva la resistenza civile da un’abitazione del centro trasformata in quartier generale improvvisato. Per cinque giorni, con le strade sbarrate dalle barricate e i fucili austriaci che sparavano dai tetti, quest’uomo di quarantasette anni — filologo, economista, statistico, studioso di tutto — tenne…

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La rivoluzione silenziosa della rete elettrica cinese ↗

Il New York Times documenta come la Cina stia integrando su scala massiccia batterie di accumulo nella propria rete elettrica, trasformando in pochi anni un sistema basato sul carbone in un’infrastruttura ibrida rinnovabili-storage. Un pezzo che contraddice molte narrazioni occidentali sulla transizione energetica e che pone una domanda scomoda: chi sta davvero vincendo la corsa alla decarbonizzazione?

Mythos, Muse, and the Opportunity Cost of Compute ↗

Ben Thompson riprende un’intuizione di Doug O’Laughlin: l’era dell’Aggregation Theory è finita perché i costi marginali, assenti nell’internet del 2010, sono riapparsi con l’AI sotto forma di costo computazionale. Il vero vincolo oggi non è il costo marginale ma il costo-opportunità: ogni GPU usata per un cliente è una GPU che non serve un altro workload. La sua lettura di Mythos (Anthropic) e Muse (Meta) a partire da questo principio è una delle cornici più lucide disponibili per capire le mosse dei frontier labs nel 2026.

One neat trick to end extreme poverty ↗

Sull’efficacia dei trasferimenti monetari diretti come strumento di riduzione della povertà estrema. Un dossier che mette in discussione decenni di architetture assistenziali più sofisticate e più costose.