Perché la comunicazione non è mai stata innocente, molto prima che l’espressione dual use diventasse una moda. Dai Thurn und Taxis a Karp, da ARPANET ai cavi sottomarini.
I. Apertura: da Bergamo nel XV secolo alla guerra permanente contemporanea
In un piccolo borgo della Val Brembana, a una ventina di chilometri dalla città di Bergamo, dove vivo, c’è un piccolo museo non abbastanza noto, che racconta la storia della comunicazione moderna in uno di quegli aspetti che i curricoli scolastici tendono sistematicamente a trascurare. Si chiama Museo dei Tasso e della Storia Postale e si trova a Cornello del Tasso. Il cognome non è casuale: da qui proveniva la famiglia de Tassis, che nel tardo Quattrocento ricevette dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo un incarico destinato a cambiare la struttura del potere europeo. L’incarico era semplice nella forma: costruire e gestire un sistema di staffette postali che…
Win-set domestici, regimi politici, e l’aritmetica dei tappi quando il garante si ritira. Continuazione (e correzione) de L’ombra del futuro.
Non molto tempo fa, da queste parti, sostenevo che lo stile negoziale di Trump fosse leggibile come il segnale locale — forse uno dei tanti — di un collasso strutturale del fattore di sconto della politica internazionale. Notavo anche che dentro quel collasso un attore terzo chiamato C, ed era abbastanza chiaro di chi parlassi, stesse beneficiando di un vantaggio strutturale di prevedibilità che fosse indipendente…
Cinque definizioni dell’AI, la disputa sugli universali, le metafore-strumento e uno Spinoza implicito. Cosa siamo quando proviamo a definire l’intelligenza artificiale.
A dicembre, a casa abbiamo adottato due gatte. La decisione è stata sollecitata, con una certa forza, da mia figlia: la quale evidentemente, essendo senza fratelli, aveva bisogno di compagnia. E il più contrario ero probabilmente io, condizionato dalla mia esperienza di vita. Da provinciale quale sono, ho trascorso la mia infanzia all’insegna dello spazio: sono cresciuto in una casa con un giardino spazioso, e per…
Due modelli di intellettuale, il costrutto geografico Nord/Sud come alibi, la paura del mare e il fallimento strategico italiano. Una cartolina non decorativa.
Il fattore di sconto della politica americana, le opportunità per l’attore C (chi sarà?) e l’aritmetica dei sistemi che reggono. Una rilettura del torneo di Axelrod e del Tit-for-Tat per capire il presente.
Rileggendo Taleb, e guardando al Libano, alla luce della dottrina Gerasimov: antifragilità, skin in the game, architettura del caos e il destino delle democrazie liberali.
Un ricordo personale di Umberto Eco a dieci anni dalla morte: dal colloquio al Master in Editoria a quello che ancora oggi resta.
Leggendo il manifesto Hinternet: la diagnosi è lucida, ma la soluzione ha un limite strutturale una cui possibile soluzione esiste almeno dal VI secolo.
La crisi Anthropic-Pentagono, la metodologia degli scenari di Shell, e una riflessione sull’uso dei modelli linguistici come strumenti di pensiero.
La storia tecnica di come questo sito è nato: dall’architettura informativa al deploy, passando per design system e workflow editoriale.
22 May 2026
The Abstract
Why the term explains almost nothing, why that matters politically, and why Karp is right about the premise and wrong about everything else
14 May 2026
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Win-sets, regime types, and the arithmetic of gaps when the guarantor withdraws.
7 May 2026
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The mind has always been the last tool we built. This time the tool answers b…
24 April 2026
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France, Italy, and the Mediterranean they share — but only one inhabits
17 April 2026
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A mathematical model of why one-shot tactics erode long-term power — an…
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Il New York Times documenta come la Cina stia integrando su scala massiccia batterie di accumulo nella propria rete elettrica, trasformando in pochi anni un sistema basato sul carbone in un’infrastruttura ibrida rinnovabili-storage. Un pezzo che contraddice molte narrazioni occidentali sulla transizione energetica e che pone una domanda scomoda: chi sta davvero vincendo la corsa alla decarbonizzazione?
Ben Thompson riprende un’intuizione di Doug O’Laughlin: l’era dell’Aggregation Theory è finita perché i costi marginali, assenti nell’internet del 2010, sono riapparsi con l’AI sotto forma di costo computazionale. Il vero vincolo oggi non è il costo marginale ma il costo-opportunità: ogni GPU usata per un cliente è una GPU che non serve un altro workload. La sua lettura di Mythos (Anthropic) e Muse (Meta) a partire da questo principio è una delle cornici più lucide disponibili per capire le mosse dei frontier labs nel 2026.
Sull’efficacia dei trasferimenti monetari diretti come strumento di riduzione della povertà estrema. Un dossier che mette in discussione decenni di architetture assistenziali più sofisticate e più costose.