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«Occidentossicazione»: termine reso celebre da Jalal Al-e-Ahmad nel saggio omonimo (1962) per l’infatuazione dell’Iran verso l’Occidente, descritta come una malattia che intacca la cultura ospite dall’interno. Nel sito è il caso più nitido di un fenomeno generale: l’antioccidentalismo non nasce fuori dall’Occidente ma dentro le società appena occidentalizzate, e la stessa reazione si ripete a distanza in Dostoevskij dopo la Crimea, in Lu Xun in Cina, in Mishima in Giappone, in Oğuz Atay in Turchia. Il termine passò nel lessico della rivoluzione del 1979, il che è anche il suo avvertimento: una diagnosi culturale che descrive l’influenza straniera come contagio ha uno sbocco politico prevedibile.

  • idea di Occidente — È la reazione speculare: il termine occidentale classifica, l’occidentossicazione diagnostica il contagio di chi è stato classificato.
  • Iran 1978–79 — Il termine entrò nel lessico della rivoluzione, ed è l’anello fra critica culturale ed esito politico.
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