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Edwin Thompson Jaynes
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Fisico statunitense (1922–1998), professore alla Washington University di Saint Louis, la voce più intransigente del bayesianismo del Novecento. Due contributi lo tengono in questo indice. Il primo è il principio di massima entropia (1957): fra tutte le distribuzioni compatibili con ciò che si sa, si scelga quella di entropia massima, cioè quella che non aggiunge informazione che non si possiede — una regola che riprende l’entropia di Shannon e la converte da misura in criterio di scelta, e che riformula la meccanica statistica come un problema di inferenza invece che di fisica. Il secondo è la fallacia di proiezione mentale, ed è l’attrezzo che conta qui: consiste nell’attribuire al mondo una proprietà del proprio stato di conoscenza o del proprio modello — dire che un fenomeno è casuale quando si vuol dire che non se ne conosce la legge, o che un sistema è complesso quando si vuol dire che il proprio strumento non lo risolve. È l’errore simmetrico rispetto a quello che il sito registra più spesso: non la realtà che resiste agli schemi, ma lo schema preso per la realtà. La sua posizione sulla probabilità è la più forte disponibile e va enunciata nella sua forma vera, non in caricatura: non sostiene che il metodo bayesiano sia preferibile, sostiene che sia l’unica estensione coerente della logica deduttiva al caso dell’informazione incompleta, e che quindi non ci sia nulla da scegliere. Se ha ragione, la disputa non è una disputa ma un errore di una delle parti.
- inemendabilità della realtà — La fallacia di proiezione mentale è l’errore simmetrico: non il mondo che resiste agli schemi, ma lo schema preso per mondo.
- inferenza bayesiana — Ne dà la versione forte e la fallacia che ne deriva: proiettare sul mondo una proprietà del proprio stato di conoscenza.
- Claude E. Shannon — Il principio di massima entropia riprende l’entropia di Shannon e la usa come criterio per scegliere una distribuzione.