teoria
violenza speculativa
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Concetto introdotto da Donatella Della Ratta (Le Grand Continent, 2026; Einaudi, 2026) per descrivere un meccanismo di propaganda AI-generativa distinto dal deepfake. Le immagini di violenza speculativa non falsificano il presente — e quindi sfuggono ai criteri standard di fact-checking — ma costruiscono una pre-familiarità visiva con scenari xenofobi, sostituzionisti o violenti, rendendoli percepivamente plausibili prima che esistano. Non chiedono di essere credute; chiedono solo di essere viste, ripetute e memorizzate. Il caso esemplare: video POV AI-generated dell’Europa del 2050 ‘invasa da migranti’ (estate 2025) → déjà-vu alla crisi di Ceuta (luglio 2026). Altro caso: il video AI di Gaza trasformata in ‘riviera’ da Trump (febbraio 2025), precursore del Piano di pace in 20 punti (ottobre 2025). La tesi centrale: nel regime visivo sintetico inaugurato dall’AI generativa, plausibilità, ripetizione e viralità diventano criteri di legittimazione più potenti della veridicità. Il versante più insidioso della slopaganda.