Joe Gough — dottorando in filosofia a Sussex — argomenta che «mente» e «mentale» sono tra i termini più polisemici esistenti: a volte significano agentività, a volte cognizione, a volte coscienza, a volte il dominio della psichiatria, a volte qualcosa d’altro. La polisemia di solito costruisce ponti utili tra aree diverse; in questo caso i ponti sono dannosi, perché collegano ambiti che non dovrebbero esserlo. Chiamare un’affezione «malattia mentale» attiva la catena mentale → immateriale → non reale → solo nella testa, stigmatizzando il paziente e fuorviando il medico. Il caso empirico che Gough usa per mostrare quanto sia difficile delimitare «la mente» è l’esperimento di Ader (anni '60-'70): ratti condizionati a evitare un dolcificante associandolo a un immunosoppressore muoiono quando gli viene somministrato il solo dolcificante, perché il sistema immunitario ha «imparato» a spegnersi in risposta allo stimolo. Il sistema immunitario è condizionabile à la Pavlov. È «mentale»? La risposta di Gough: la domanda è mal posta. Il punto filosofico più fecondo è quello omerco: il greco di Omero non ha termini traducibili sistematicamente come «mente» e «corpo». In Omero gli esseri umani sono «una raccolta coerente di parti comunicanti» — «lo spirito nel mio petto mi spinge», «le mie gambe e le mie braccia vogliono» — e una visione simile è quella difesa dalla biologia cognitiva contemporanea e dalla psiconeuroimmunologia. La proposta pratica di Gough è di sostituire «mente» e «mentale» con i termini specifici delle discipline che li usano: psicologico, cognitivo, psichiatrico, coscienza, agentività, memoria. Non perché non esistano pensiero, desiderio e coscienza — ma perché raggrupparli sotto un unico termine non chiarisce, confonde. La connessione con «La differenza fra Claude e le mie gatte» è questa: il «no-mind thesis» e il concetto di «LLM come attante zero» convergono da direzioni diverse sullo stesso punto — la categoria «mente» non è l’unità giusta per fare la distinzione tra Claude e un gatto. Il «nulla è mentale» di Gough e il «l’LLM vale zero quando non è usato» di questo sito dicono entrambi che la domanda «ha una mente?» è già mal formulata. Ma le risposte divergono: Gough dissolve il concetto, mentre in questo sito lo sforzo è di ridefinire il tipo di agentività in gioco. Il rasoio di Ockham proposto da Gough, una volta accettato nel discorso pubblico — cosa a suo avviso difficilissima — consentirebbe molti meno errori prospettici rispetto alla condizione attuale. Ed è quasi impossibile che una posizione più articolata passi senza gravi deformazioni.

WR

Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta.