Primo asse — su quanta prosa
Obbligatorio, un solo valore. I codici sono ordinati per superficie crescente e cumulativi in senso permissivo: il codice indica il livello massimo raggiunto e implica che i precedenti possano essere stati usati, non che lo siano stati.
00- Nessun intervento. Nessun uso di modelli linguistici oltre il correttore ortografico.
DL- Dialogo. Discussione preliminare, brainstorming, ricerca e verifica condotti in conversazione con un modello. Il testo è mio dalla prima riga.
ED- Editing. Testo interamente scritto da me e sottoposto a revisione assistita.
WR- Scrittura. Prima stesura generata su mie indicazioni e sui miei materiali, poi riscritta ed editata da me.
Secondo asse — su quali apparati
Facoltativo, cumulabile, indipendente dal primo. Riguarda porzioni delimitate e verificabili del testo invece della prosa. Un saggio scritto interamente a mano le cui formule sono state costruite in dialogo è 00·FM.
FM- Formalizzazione. Costruzione assistita di apparati tecnici — formule, modelli, codice, tabelle — che entrano nel testo pubblicato.
TR- Traduzione. Adattamento assistito da o verso l’inglese di un testo già mio.
Forma del codice
Un valore del primo asse, eventualmente seguito dai valori del secondo separati da un punto mediano: DL, WR, 00·FM, ED·TR, DL·FM·TR. Nel sorgente dei testi la notazione vive in due campi di frontmatter, ai_prose (obbligatorio, valore singolo) e ai_scope (facoltativo, lista). L’assenza del campo obbligatorio su un testo posteriore alla data di attivazione fa fallire la build.
Perimetro
La notazione si applica ai testi pubblicati: saggi, schede curated, note del Lab, documenti del Learning Log. I metadati che li circondano — concetti assegnati, legami dichiarati fra concetti, criteri e righe di motivazione dei curated, descrizioni — non portano un codice proprio: seguono un metodo costante, dichiarato una volta sola nel colophon, e un codice il cui valore non varia mai non trasporta informazione. Se quel metodo cambia, la dichiarazione va riscritta.
Retrodatazione
Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta. La ricostruzione si applica a tutto l’archivio anteriore al 23 agosto 2026, e ogni pezzo la dichiara sotto il proprio codice. Le ragioni della scelta sono nel colophon.
Rapporto con il watermarking
La notazione non sostituisce il watermark statistico incorporato dai modelli e non ne dipende: dichiara ciò che il watermark non può vedere — il dialogo preliminare, che non lascia parole nel testo, e l’editing leggero. L’analisi completa, compresa l’asimmetria delle traduzioni, è nel colophon.
Adozione
La specifica è rilasciata con licenza CC BY 4.0: chiunque può adottarla, adattarla o estenderla, con attribuzione. Un’implementazione conforme fa tre cose: usa i codici con le definizioni date qui senza ridefinirli; dichiara la propria data di attivazione e, se applica la notazione a un archivio, lo segnala pezzo per pezzo; pubblica il proprio vocabolario in forma leggibile dalle macchine, come notazione.json. Estendere l’enumerazione è legittimo, purché i codici aggiunti siano dichiarati e distinguibili da quelli di questa specifica.
Per citarla: «Cammarano, C. (2026). Notazione dell’intervento AI, versione 1.1.0. https://claudiocammarano.com/notazione/».
Changelog
1.1.0· 2026-09-13- La specifica esce dal colophon e diventa una pagina propria, versionata e rilasciata con licenza CC BY 4.0. L’elenco dei metadati fuori perimetro include i legami dichiarati fra concetti, classe che nell’agosto 2026 non esisteva. Nessun codice aggiunto, rimosso o ridefinito.
1.0.0· 2026-08-23- Prima pubblicazione: due assi indipendenti, quattro codici di prosa e due di apparato, applicazione all’archivio con retrodatazione dichiarata pezzo per pezzo.