teoria
guadagno epistemico
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Misura di quanto un testo accorcia la distanza fra le attese di un ricevente e il mondo. Si distingue dalla sola riduzione di entropia, che premierebbe il testo peggiore immaginabile — quello che organizza benissimo le attese attorno a una tesi falsa — e ammette un caso nullo che il dibattito non considera mai: il lettore si sposta lateralmente, sostituisce un errore con un altro ugualmente distante, e ha la sensazione di aver imparato qualcosa. È definito sempre su un ricevente, mai in astratto: lo stesso identico testo vale molto per un pubblico e zero per un altro senza che una virgola sia cambiata. Il caso documentato è la frase del 1619 Project sulla Rivoluzione americana, agosto 2019: una sola proposizione che rende l’intera narrazione più coerente, più memorabile e più insegnabile, e che è falsa. È il testo peggiore immaginabile nel senso tecnico della definizione — organizza le attese attorno a una tesi sbagliata — e il fatto che serva una causa giusta non cambia il calcolo.
- 1619 Project — Il testo che organizza benissimo le attese attorno a una tesi falsa: la frase dell’agosto 2019 sulla Rivoluzione americana è quel caso.
- Hermann Hesse — La sindrome di Siddharta è il caso limite della misura: spostamento massimo del lettore, guadagno nullo rispetto al mondo.
- James Joyce — «Finnegans Wake» mostra l’errore formale: l’efficienza con cui un testo arriva non è sua proprietà, dipende dal ricevente.
- monocausalità — Una spiegazione monocausale organizza benissimo le attese, e può farlo attorno a una tesi che non regge: coerenza alta, guadagno nullo.
- neghentropia — Il guadagno corregge la neghentropia, che da sola premierebbe il testo peggiore immaginabile.