teoria

virtù intellettuale

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Concetto medievale (Peter Lombard, sec. XII) recuperato da Boyd Taylor Coolman come risposta filosofica alla sfida dell’AI nell’educazione. La virtù intellettuale — leggere, pensare, discutere, meravigliarsi — è un ‘fine penultimo’: intrinsecamente buona, fonte di gioia in sé, indipendentemente da qualsiasi utilità estrinseca. Si oppone all’idea utilitaristica moderna di intelligenza, che educa affinché (buoni cittadini, lavoratori, problem-solver) — un terreno dove l’AI vince strutturalmente. Su questo terreno l’uomo non può essere sostituito perché l’eccellenza non sta nel prodotto ma nell’attività. La genealogia è aristotelico-tomista, ma l’argomento regge indipendentemente dalla cornice teologica. Dialoga con la virtue ethics di MacIntyre — a doppia matrice cattolica e marxista — e con la critica allo spazio liberale fatto di attori puntiformi: i soggetti, per non essere agiti dallo spazio, devono competenzializzarsi.

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