Il primo modello bottom-up e de-duplicato della domanda AI — non dell’offerta, che è già documentata dalle trimestrali dei grandi hardware supplier. Azeem Azhar e il team di Exponential View hanno ricostruito voce per voce il P&L dell’intera filiera (consumer, enterprise, hyperscaler) rimuovendo i double-counting: se un dollaro speso con Anthropic implica 50 cent pagati ad Amazon, si conta un dollaro, non uno e mezzo. Il risultato: 110 miliardi di ricavi negli ultimi 12 mesi, run rate annualizzato di 175 miliardi, crescita tre volte più rapida dell’onda mobile e di Internet. La notizia meno celebrata è la più importante: i ricavi coprono appena l’ammortamento delle infrastrutture. Non male, ma il margine è sottile e dipende da un’assunzione di vita utile dei GPU di sei anni — difendibile, non scontata. La parte metodologicamente più interessante riguarda l’elasticità della domanda: ogni riduzione del 10% del prezzo dei token genera un aumento del 12-18% nell’utilizzo, così la spesa totale cresce anche quando il prezzo cala. Il che sposta la domanda dall’economics al problema della qualità: il token non è ancora un’unità di misura del valore dell’intelligenza. Il report introduce il concetto di «quality-adjusted output token» — che combina quantità, visibilità dell’output e capacità del modello sottostante — come tentativo di dare una metrica più onesta all’economia dell’AI. Entra nel sito come documento di riferimento empirico sull’economia reale, da contrapporre al rumore narrativo dominante.
The State of the AI Economy
Dato che corregge Il report corregge il rumore narrativo sull’AI economy con la prima misura bottom-up de-duplicata della domanda.