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Eva Illouz
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Sociologa (1961), nata a Fès, insegna all’Università Ebraica di Gerusalemme e all’EHESS di Parigi. È nota per gli studi sul capitalismo emotivo, cioè sul modo in cui mercato e terapia hanno riscritto la vita affettiva. Nell’archivio entra nell’ottobre 2026 con un saggio su Le Grand Continent che confronta l’affare Dreyfus e la disputa sulla qualificazione di genocidio per la guerra di Gaza, e ne ricava una diagnosi dello spazio pubblico: una controversia resta razionale finché verte su un fatto che una prova può decidere, e oggi è proprio quel fatto a mancare. La sua conclusione su Gaza, sospendere il giudizio in attesa dei tribunali, è contestata da molti specialisti che lei stessa discute per nome.
- epistemic asshole — Illouz descrive il collasso della prova come standard condiviso; Boult nomina chi se ne esonera per diritto acquisito.
- ragione comunicativa — Illouz parte da Mouffe contro Habermas: la patologia non è l’assenza di consenso ma un disaccordo che nessuna prova può più decidere.