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Karl Popper

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Filosofo della scienza nato a Vienna (1902–1994), poi cittadino britannico e docente alla London School of Economics, autore della Logik der Forschung (1934, in inglese The Logic of Scientific Discovery, 1959), di Congetture e confutazioni (1963) e della Società aperta e i suoi nemici (1945). La sua mossa fondativa è un criterio di demarcazione: una teoria è scientifica se vieta qualcosa, cioè se esiste un’osservazione che la confuterebbe. Nessuna quantità di cigni bianchi dimostra la generalizzazione, un cigno nero la abbatte; e una teoria che sopravvive alle prove non è dimostrata, è soltanto non ancora confutata — Popper chiama questo corroborazione e nega che sia sostegno induttivo. Ne segue una preferenza controintuitiva per le congetture audaci: meglio una teoria improbabile e ricca di contenuto, perché vieta di più e quindi si espone di più. I suoi bersagli dichiarati erano la psicoanalisi e il marxismo storicista, apparati che spiegano ogni esito e non ne proibiscono nessuno. Nel sito arriva tardi e per una strada obliqua, ed è giusto dire perché: tutta la famiglia di strumenti che l’archivio usa in ingresso — il not even wrong, il test severo, la lettura del criti-hype — poggia sulla falsificabilità, e mancava l’antenato. La lettura che il sito adotta non è però devota, ed è quella di Deborah Mayo: Popper aveva il criterio giusto e non aveva il modo di farlo mordere, perché non ha mai fornito un resoconto di che cosa renda un test un buon test. Senza una misura della severità, la falsificabilità resta una parola d’ordine, e in pratica qualunque teoria può dirsi corroborata da qualunque prova le sia sopravvissuta. C’è infine un’appendice che riguarda l’altra metà dell’archivio: nella Positivismusstreit aperta a Tubinga nel 1961 Popper si trovò contro la scuola di Francoforte, con Habermas dall’altro lato, e l’accusa che muoveva è la stessa che qui si muove altrove — una critica totale della ragione rinuncia per costruzione a poter essere corretta.

  • criti-hype — Il bersaglio classico aggiornato: una catastrofe annunciata senza condizioni di smentita è una teoria che spiega tutto e vieta niente.
  • Dialektik der Aufklärung — Il libro dell’altra parte in quella disputa: per Popper la critica totale della ragione strumentale rinuncia a poter essere corretta.
  • Error and the Growth of Experimental Knowledge — Il libro nasce dal suo problema e gli dà quello che gli mancava: non il criterio di falsificabilità, ma una misura di quanto un test sia severo.
  • guerre della statistica — L’antenato comune e contestato: entrambe le parti rivendicano la falsificabilità, e nessuna la trova sufficiente come Popper l’ha lasciata.
  • Jürgen Habermas — Avversari nella Positivismusstreit aperta a Tubinga nel 1961: Popper contro la scuola di Francoforte sul metodo delle scienze sociali.
  • not even wrong — La forma pura del suo criterio: un’affermazione che non vieta nulla non è falsa, è fuori dal gioco.
  • test severo — La critica che il sito adotta: aveva il criterio e non la misura, perché non disse mai che cosa rende buono un test.