Nate Silver risponde alle due critiche opposte che riceve FiveThirtyEight: quella di chi tratta le sue probabilità come pronostici secchi, e quella di chi sostiene che una previsione probabilistica non possa mai essere smentita. La risposta è la calibrazione. Raccogliendo le migliaia di previsioni pubblicate dal 2008, Silver mostra che degli eventi dati intorno al 70 per cento ne è accaduto circa il 71, e di quelli dati al 5 per cento circa il 4. Un modello si giudica dalla corrispondenza fra le probabilità dichiarate e le frequenze osservate su molti casi, non dal singolo esito: il 29 per cento dato a Trump nel 2016, quando altri gli davano il 10 o il 2, è per Silver un merito. Riconosce anche i limiti: le previsioni sulla NBA erano troppo sicure nelle partite sbilanciate, quelle elettorali un po’ troppo prudenti, e la calibrazione da sola non basta, perché chi desse a ogni squadra la stessa probabilità sarebbe calibrato senza alcuna capacità di distinguere. Resta il problema che Gelman e altri sottolineeranno: di elezioni presidenziali se ne contano poche. Il sito originale di FiveThirtyEight oggi rimanda ad ABC News: il link punta alla copia che Silver ripubblicava su Goodreads.
Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta.