I risultati PISA 2025, usciti nel settembre 2026, sono stati una delusione per quasi tutti i paesi. Non per i 12.385 quindicenni della Cina continentale che hanno sostenuto le prove: hanno ottenuto il punteggio più alto di qualunque altro contingente in matematica e scienze, e in lettura sono secondi solo a Singapore. Il dato ha però un’abbreviazione impronunciabile attaccata, BSJZ, e dentro quelle quattro lettere sta tutta la questione: Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang sono le uniche parti del continente che partecipano. Due megalopoli e due province orientali, per una popolazione complessiva di quasi duecento milioni di persone, ma con tassi di iscrizione ai licei e alle università superiori a quelli nazionali e un reddito disponibile pro capite di quasi 70.000 yuan l’anno — circa 9.700 dollari — vale a dire il 60% sopra la media continentale. La reazione consueta a un campione così si ferma qui: non rappresentativo, dunque il dato non dice nulla sulla Cina. Il pezzo fa invece la cosa più faticosa e più utile, cioè stima quanto valga la distorsione. Il metodo viene da alcuni ricercatori della Banca mondiale nel 2018: pezzi diversi della Cina hanno partecipato a PISA in momenti diversi e quindi a livelli di sviluppo diversi, il che permette di calcolare una relazione fra reddito disponibile e punteggi; poiché il reddito nazionale è noto, da quella relazione si inferiscono i punteggi del paese intero. The Economist aggiorna l’approccio aggiungendo le rilevazioni successive, e ottiene un primo risultato: sulla linea di tendenza grezza fra reddito e risultati, la Cina avrebbe ottenuto punteggi alti anche se tutte le province avessero partecipato, con un punteggio estrapolato di 579 in matematica che sarebbe stato il migliore al mondo. Segue la cautela, ed è la parte che rende il pezzo affidabile. Nel 2025 quasi tutti i paesi hanno fatto peggio del previsto, forse per gli strascichi della pandemia, forse per la disruption tecnologica delle abitudini di studio; perfino gli studenti di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang sono andati peggio in lettura rispetto al 2018, e nelle altre materie non sono migliorati quanto i guadagni di reddito avrebbero fatto prevedere. C’è una rottura di tendenza, e il modo più semplice di tenerne conto è trascinare la linea pre-2025 verso il basso fino ad allinearla ai risultati veri del 2025 delle quattro aree ricche. Con quel metro la Cina nel suo complesso avrebbe ottenuto 536 in matematica: molto meno del 612 effettivamente realizzato da BSJZ, e comunque il quarto punteggio mondiale. La media sulle tre materie, 501, l’avrebbe collocata settima, molto più in alto di quanto il suo livello economico lasci prevedere. La correzione ridimensiona il primato e non lo cancella. La chiusa allarga il caso e fa il lavoro politico senza dichiararlo: la Cina non è l’unico paese che iscrive a PISA solo una parte dei propri ragazzi, perché l’Iraq è rappresentato soltanto dalla sua regione curda e il Tagikistan soltanto dalla capitale, Dushanbe. «Se i nostri calcoli sono all’incirca giusti, la Cina dovrebbe accogliere la partecipazione nazionale. Che la Cina sia rappresentata dalla Cina. E che BSJZ passi alla storia di PISA, tanto difficile da ricordare quanto da pronunciare.» Quello che il sito archivia non è la classifica ma il gesto, che è trasferibile a qualunque dato sospetto: una distorsione misurata è un’altra cosa da una distorsione invocata. Dire che un campione non è rappresentativo costa niente, chiude la discussione e lascia chi lo dice nella stessa posizione di prima; stimare di quanto il campione sbagli, dichiarare il metodo e riportare che cosa sopravvive alla correzione costa lavoro e produce un’affermazione che qualcun altro può contestare. È anche, incidentalmente, una terza specie di patologia della misura, da non confondere con le due che l’archivio tiene già separate: non l’indicatore che diventa obiettivo e smette di descrivere, e non la valutazione che viene abbandonata mentre nessuno se ne accorge, ma un campione che misura benissimo una popolazione diversa da quella di cui si parla.
China’s kids rank near the top in global school tests
Dato che corregge Nel settembre 2026 i punteggi PISA della Cina vengono da quattro sole aree ricche, ma stimando la distorsione invece di usarla per liquidare il dato si scopre che il paese intero avrebbe comunque il quarto punteggio mondiale in matematica: una distorsione misurata è un’altra cosa da una distorsione invocata.
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