Il 22 ottobre la PHP Foundation ha rilasciato una correzione per una vulnerabilità che permetteva di prendere il controllo dei server, rubare dati e alterare i siti. PHP è vecchio e poco amato dagli sviluppatori, ma regge WordPress e Drupal e, secondo alcune stime, il 70 per cento dei siti web. In precauzione sono andati offline per ore i portali pubblici finlandesi, trentadue servizi del governo britannico, il sito dell’identità digitale olandese, il fisco francese e il sito della premier giapponese Sanae Takaichi. La falla è stata trovata da ricercatori che usavano i modelli avanzati di OpenAI, e secondo Cloudflare i tentativi di sfruttarla erano già migliaia prima dell’annuncio e milioni nei due giorni successivi. Le grandi amministrazioni hanno rimediato in poche ore, le piccole imprese sono rimaste al buio fino a sette.

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