Due autori di IDEO raccolgono regole pratiche per scrivere con l’intelligenza artificiale senza farsi scrivere da lei. La prima è non cedere la bozza iniziale, perché è lì che si mettono alla prova le idee e si scopre di che cosa si sta davvero parlando; le altre sono note: tagliare, verificare i fatti, rileggere tutto ciò che si firma, usare il modello come critico severo e come aiuto per ordinare materiali sparsi. Lungo la strada correggono un’attribuzione che i modelli ripetono: la lettera troppo lunga per mancanza di tempo è di Pascal, nel 1657, non di Mark Twain. L’osservazione più interessante viene dalla loro redazione: due colleghi, lavorando sullo stesso tema con lo stesso strumento, hanno consegnato bozze simili fino ai giri di frase, e se tutti interrogano la stessa macchina, la scrittura converge su un unico testo. È un pezzo leggero, scritto per il blog di uno studio di design, ma il fenomeno che descrive è misurabile e riguarda chiunque scriva per mestiere.

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