Hannah Fry ha perso il padre per l’Alzheimer l’anno scorso, e nella sua nuova rubrica racconta un’ipotesi che l’ha sorpresa: la malattia potrebbe cominciare dal naso. La perdita dell’olfatto precede spesso di anni quella della memoria, e la lamina cribrosa, un osso forato alla radice del naso da cui scendono le fibre olfattive, è uno dei pochi passaggi dall’esterno al cervello che aggirano la barriera ematoencefalica. Nel 2022 un batterio introdotto nel naso di alcuni topi ha raggiunto il cervello in 72 ore e vi ha prodotto accumuli di beta-amiloide. In Messico, nel cervello di cani randagi esposti all’aria inquinata e poi di bambini e giovani morti per incidenti o violenza, sono state trovate particelle metalliche di gas di scarico e di freni, insieme a infiammazione e beta-amiloide: alterazioni simili a quelle dell’Alzheimer in cervelli di pochi anni. Fry non la chiama prova: sono studi piccoli, alcuni sugli animali. Ma l’ipotesi sposta la domanda dalla pulizia dei danni alle cause, e fra le cause mette l’ambiente in cui si vive. La chiusura è per il padre, che aveva un naso imponente e avrebbe riso all’idea di esserne stato tradito.
Hannah Fry: I lost my dad to Alzheimer’s. New research into its origins is amazing
Elementi di scenario Se l’Alzheimer comincia anche da ciò che si respira, il declino cognitivo ha una geografia: dipende dall’aria delle città in cui si cresce, oltre che dai geni e dall’età.
In dialogo con → Your brain’s unexpected ability to regenerate and how to harness it