Shyam Sankar, direttore tecnico di Palantir, sostiene che l’industria investe troppo nella produzione di intelligenza e troppo poco nella sua diffusione: l’unità di base di un’impresa è il processo, e rendere più produttivo un singolo analista non rende nulla se il processo resta com’è. Nella sua esperienza falliscono i clienti che usano l’AI per tagliare personale e riescono quelli che la usano per fare ciò che prima non potevano permettersi. Racconta anche un errore istruttivo: aver imposto ai nuovi assunti di imparare la piattaforma solo attraverso l’AI ha prodotto dipendenti che non ne capivano i componenti. Poi attacca la sicurezza dell’AI come la intendono i laboratori, Anthropic in particolare: l’altruismo efficace l’avrebbe trasformata in una religione secolare e millenarista, che fa passare per critica tecnica una visione del mondo. Thompson gli risponde con la stessa misura: le tesi di Palantir coincidono con il suo modello di business, come quelle di Anthropic con il suo, e resta da capire se a decidere sarà chi crede di più o il mercato. Sankar, che con Anthropic lavora ancora, dice di essere stato preso in mezzo nello scontro con il Dipartimento della Difesa e di aver dato ai clienti la possibilità di cambiare modello in pochi minuti.
An Interview with Palantir CTO Shyam Sankar About the AI Religious War
Lettura di mercato Il valore dell’intelligenza artificiale si gioca nella sua diffusione dentro i processi di lavoro più che nella potenza dei modelli; e quando ciascuno chiama religione la convinzione altrui, Thompson ricorda che ogni convinzione coincide con un modello di business.
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