Nell’ultima puntata di Mike Bird, il podcast finanziario dell’Economist guarda al boom dell’AI dal lato del credito. I conduttori leggono il prospetto di quotazione di Anthropic, dove la spesa in calcolo per ogni dollaro di ricavi è scesa da 2,50 dollari all’inizio del 2025 a meno di 50 centesimi, e dove il rischio politico, cioè l’ipotesi che il governo americano voglia controllare l’azienda, è descritto con toni che a Bird paiono troppo blandi. Intanto i rendimenti delle obbligazioni di CoreWeave e Oracle sono saliti molto. Howard Marks, cofondatore di Oaktree e da decenni il più ascoltato fra gli investitori in debito distressed, considera l’AI diversa dalle tecnologie precedenti perché agisce da sé, ma la psicologia degli investitori sempre uguale. Il suo indicatore è semplice: l’avversione al rischio tiene i mercati prudenti, e quando si vedono emettere ogni giorno titoli che non dovrebbero trovare acquirenti, come prima della crisi del 2008, è il momento di ridurre l’esposizione. Oggi non vede la follia del 1999, e consiglia a chi vuole puntare sull’AI di comprare azioni più che debito. La trascrizione del podcast è generata automaticamente e non è stata rivista dall’Economist.
Veteran investor Howard Marks on AI debt
Lettura di mercato Nei boom tecnologici il rischio vero sta nel debito più che nelle azioni, e per misurare il punto del ciclo conviene guardare le operazioni imprudenti che il mercato accetta di finanziare.
In dialogo con → Someone Has to Take the AI Risk
Leggi l’originale su Mike Bird con Howard Marks / The Economist ↗