Recensendo The Last Best Place on the Internet di Richard Cooke, l’Economist ripercorre i 25 anni di Wikipedia: nata dal fallimento di Nupedia, che in cinque mesi aveva approvato un solo articolo, è diventata la più grande enciclopedia mai scritta da esseri umani, 30 miliardi di parole in oltre 300 lingue. Le sue debolezze sono note: la maggioranza degli autori sono uomini, per dieci anni metà delle modifiche sono venute da cinque paesi, e la voce su Scrappy Doo è stata a lungo più lunga di quella sulla Polonia. Le minacce nuove sono tre. La guerra culturale, con Larry Sanger che ne denuncia il pregiudizio progressista ed Elon Musk che lancia Grokipedia contro la «Wokepedia». Il calo dei redattori, scesi di un terzo dal picco del 2007 anche per regole diventate ostili ai nuovi arrivati. E l’intelligenza artificiale: quando un motore di ricerca suggerisce una voce di Wikipedia quasi un utente su dieci la apre, quando la cita un modello linguistico solo lo 0,33 per cento, e dal 2022 il sito ha perso quasi un quarto dei lettori. I modelli ne hanno ereditato anche gli errori: c’è chi attribuisce ancora l’invenzione del tostapane elettrico ad Alan MacMasters, autore di una burla su Wikipedia.
Humans will never again create a project quite like Wikipedia
Dato che corregge Wikipedia è forse il corpus più importante nella storia dell’addestramento dei modelli, e i modelli la stanno svuotando: più letta che mai attraverso le risposte dell’AI, sempre meno visitata, finanziata e scritta.
In dialogo con → What Google and Reddit’s bad days have in common