Teemu Ruskola, autore di The Unmaking of the Chinese Working Class, legge l’ascesa cinese con lo schema di E. P. Thompson sulla classe operaia inglese, ma a ordine invertito. In Inghilterra le recinzioni cacciarono prima i contadini dalle terre e li ridussero poi al salario; in Cina il registro di residenza (hukou), introdotto nel 1955, legò i contadini alla terra e li separò per legge dai cittadini, in una condizione che si trasmetteva ai figli. Gli operai delle imprese di Stato erano un’aristocrazia con lavoro e protezione garantiti a vita, finanziata dalle campagne. Dopo la riforma del 1994 la «ciotola di riso di ferro» si è rotta, e i migranti interni hanno riempito le fabbriche senza perdere i diritti sulla terra. Ruskola sostiene che il lavoro cinese costa poco proprio perché i migranti restano proprietari: il villaggio li mantiene quando perdono il lavoro o si fanno male, e il capitale urbano paga salari che non coprono la loro sussistenza. Fra il 1990 e il 2008 circa 88 milioni di contadini hanno perso la terra, e la nuova ondata di recinzioni rurali punta a farne anche consumatori. Il paese che nel 1978 era fra i più egualitari è oggi fra le grandi potenze più diseguali.
Comment le communisme a fait de la Chine une superpuissance capitaliste
Strumento concettuale Il capitalismo cinese è cresciuto su fondamenta socialiste: la terra collettiva e il registro di residenza hanno fatto dei contadini migranti una forza lavoro che paga da sé la propria sussistenza, e questo sussidio ha abbassato i prezzi per il mondo intero.
In dialogo con → Chartbook 462: China shocked – beyond 1.0 and 2.0 to the 'Big One'