Le tre IA del Netcomm Forum ↗
Gianluca Diegoli, dal Netcomm Forum 2026, distingue tre "IA" che nel dibattito sull’e-commerce vengono sistematicamente confuse. La prima, quella di discovery e selezione lato consumatore (chiedere a ChatGPT o Perplexity "il miglior shampoo per capelli ricci"), è già matura e colonizza il momento della scelta — secondo i dati IAB Search Forward 2026 la usa il 35% degli italiani online — anche se porta pochissimo traffico diretto ai siti. Dettaglio ironico: molti marketer italiani che si lamentano di non comparire nelle risposte AI hanno, senza saperlo, il blocco bot di Cloudflare attivo di default, che restituisce 403 proprio ai crawler delle IA in cui vorrebbero apparire. La seconda, l’IA di infrastruttura (pricing dinamico, supply chain, automazione di back-office), è strategica ma lenta da adottare: solo l’8,2% delle aziende italiane l’ha integrata, contro il doppio nel Nord Europa, e tra i primi 50 merchant italiani resta perlopiù "in fase difensiva e sperimentale". La terza, l’IA agentica che cerca, confronta e paga al posto del consumatore, è la più discussa al Forum ma anche la più speculativa: Diegoli ricorda che internet ha già archiviato due hype simili — il voice commerce del 2018 (previsto al 50% degli acquisti entro il 2022, smantellato da Amazon nel 2025) e, più di recente, la chiusura da parte di OpenAI di Instant Checkout in ChatGPT. La sua tesi: la prima IA è urgente, la seconda è strategica, la terza è speculativa, e trattarle come un unico fenomeno — in un sondaggio o in un progetto aziendale — è solo il modo più efficiente per rinviarle tutte.