teoria
canone
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L’insieme delle opere che una cultura tratta come necessarie, e che si presenta come l’elenco di ciò che va letto mentre è l’esito di scelte databili, interessate e reversibili: un catalogo che ha dimenticato di essere stato scelto. Nel sito è studiato nel suo caso più netto — il restringimento del canone filosofico occidentale fra Otto e primo Novecento, ricostruito da Van Norden — ma la struttura è generale e vale per una collana, un piano editoriale, un premio, un programma di studi. Due conseguenze lo rendono utile: se un canone è una decisione, allora ha una data e degli autori, e il suo allargamento è una correzione storiografica prima che una rivendicazione; e se a produrlo è un’istituzione, il canone è anche la forma in cui quell’istituzione dichiara che cosa considera necessario sapere. Questo sito è a sua volta un canone in costruzione, e lo dichiara nella struttura del Sommario ragionato. Il caso del 1619 Project, negli Stati Uniti fra il 2019 e il 2020, aggiunge una torsione che vale la pena registrare: lì chi corregge il canone — la storiografia americana che aveva espulso schiavitù e razza — commette un errore di fatto verificato, e chi lo difende ha ragione su quel punto e ha passato la carriera a non vedere il resto. Leslie M. Harris lo mostra contando le voci d’indice: una sola per «Negroes» e nessuna per la schiavitù in The Creation of the American Republic di Gordon Wood, 1969. La correzione di cornice resta giusta, l’errore di fatto resta un errore, e tenere insieme le due cose è tutto il lavoro.
- 1619 Project — Correzione di un canone storiografico che aveva espulso schiavitù e razza; l’errore di fatto del 2019 non annulla la correzione di cornice.
- Francia — Il paese con l’apparato di consacrazione letteraria più strutturato d’Europa, e quindi quello dove si vede per primo che cosa lo rompe.
- morte dell’autore — Un canone è un elenco di autori: se l’autore non garantisce più il senso, cade anche il criterio con cui si sceglie chi entra.
- patto di trasparenza — Le istituzioni che consacrano hanno bisogno di un criterio applicabile, e nel 2026 lo cercano nell’origine invece che nella dichiarazione.
- università — Chi decide cosa entra nel canone decide anche che cosa l’istituzione insegnerà come necessario.