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Mengzi
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Filosofo confuciano cinese (372–289 a.C. circa), noto in Occidente come Mencio e chiamato il Secondo Saggio per aver dato al confucianesimo la forma che avrebbe tenuto per due millenni. Nel sito è il contraltare sistematico di Aristotele sull’acquisizione della virtù: dove Aristotele fa nascere il carattere dall’abitudine — si diventa giusti facendo cose giuste — Mengzi obietta che l’abituazione produce al massimo conformità comportamentale e non virtù autentica, e fonda la morale su quattro disposizioni innate che chiama germogli: non frutti in miniatura, ma tendenze attive che senza l’ambiente giusto non fioriscono e senza la pianta non esistono. La distinzione fra comportamento conforme e disposizione reale è la stessa che separa un sistema che si comporta bene sotto valutazione da un sistema allineato. Sul versante dell’obbligazione, Mengzi fonda la morale su relazioni specifiche — famiglia, amici, anziani — contro l’imparzialità di kantiani e utilitaristi: la stessa struttura di Hunhu/Ubuntu, e la stessa collisione con il modello di soggetto come unità atomica sovrana presupposto dai sistemi AI.
- Aristotele — Due impianti della virtù che divergono sul meccanismo: il carattere nasce dall’abitudine o da disposizioni innate da coltivare.