The Economist ha costruito un corpus da 55.940 frasi e 1,2 milioni di parole per confrontare la prosa dei principali LLM (ChatGPT, Claude, Gemini, Grok) con la propria, con quella di NYT, WaPo e CNN, e con la narrativa dei bestseller dal 1950 al 2022. I risultati correggono i luoghi comuni diffusi. L’em-dash è superata come marker: solo Claude ne usa ancora più degli scrittori umani, ChatGPT ne usa meno di chiunque; «delve» e «tapestry» sono spariti con gli aggiornamenti recenti. I segnali reali dell’AI writing sono altri: un numero sproporzionato di polisillabi («significant», «consequences», «increasingly»), terminologia scientifica e rara, nominalizzazioni sistematiche (da «expand» a «expansion»), quasi assenza di virgole, punto-e-virgola e parentesi. I LLM scrivono frasi lunghe tenute insieme da «and» invece di articolare la sintassi, e non citano mai esperti — il che priva la prosa di uno dei segnali più riconoscibili dell’argomentazione umana. Quando vogliono animare le frasi ricorrono a dispositivi retorici formulaici: «not X but Y», «not only but also», la regola del tre. Il quadro teorico è orwelliano: il pezzo richiama esplicitamente la «pretentious diction» di Politics and the English Language — il vestire affermazioni semplici con parole complicate e suffissi latini per suonare eruditi. I LLM adottano i vizi della cattiva prosa accademica, non le virtù di quella buona. La ragione è strutturale: i modelli sono addestrati su feedback umano, imparano ciò che le persone trovano «impressive» e abbandonano ciò che non piace — convergendo così verso la mediocrità condivisa. Con ogni aggiornamento la prosa AI si avvicina alla prosa umana, e gli strumenti di rilevazione automatica come Pangram (che già collabora con Substack) diventeranno sempre meno affidabili. Il fantasma apprende in fretta: a un modello vecchio di ChatGPT che alla domanda se i bot usino troppo l’em-dash rispondeva «Ha — great question!», quello attuale risponde con sobrietà «they’re best used sparingly». Solo un fantasma può cambiare pelle così velocemente.
How to spot AI writing
Dato che corregge I marker citati da tutti — em-dash, «delve», «tapestry» — sono ormai obsoleti. Il vero segno dell’AI è la «pretentious diction» di Orwell: polisillabi latini, nominalizzazioni, assenza di punteggiatura variata. I LLM adottano i vizi della cattiva prosa accademica, non le virtù di quella buona.