Epistemologia & AI

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Scrittura

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Un solo pezzo per ora, ma dice già la mia tesi: l’AI aiuta solo chi sa già scrivere. Il capitale semantico accumulato nel tempo — tutto ciò che hai letto, vissuto, sbagliato e corretto — resta la condizione per usare lo strumento con intelligenza, non una zavorra da superare.

gen 2026 giu 2026

La macchina e la lotta

Tokarczuk, Groff, e la domanda che nessuno sta facendo. Tre modi di scrivere con l’AI, il valore di quello che non si delega, e perché la lotta con la materia conta più del risultato.

Humans vs. Bots — Who Does the Em Dash Better? ↗

Vauhini Vara racconta il suo amore tormentato per il trattino lungo, ‘il segno di punteggiatura del popolo’ — oggi declassato a tic riconoscibile di ogni post LinkedIn prodotto da ChatGPT. L’autrice prova persino a rinunciarvi per una serata, ma le dita corrono comunque alla combinazione di tasti: il corpo ricorda quello che la mente vorrebbe disconoscere. Tra Moby-Dick, Hannah Arendt e le teorie sui dataset di addestramento, è una difesa elegante — e visibilmente in affanno — dell’em dash dall’omologazione algoritmica. Nota mia: il bello è che ormai basta un trattino lungo per gridare ‘AI!’, mentre continuiamo tutti a scrivere con gli stessi tic — non solo X ma anche Y, la tripletta retorica, l’a capo cadenzato che sembra una pausa drammatica. Forse il vero AI slop non è quello prodotto dalla macchina, ma quello che produciamo tutti credendo di essere originali.

Claude Code for writers ↗

Casey Newton usa Claude Code per costruire strumenti al servizio della propria scrittura: un sito, un database semantico di 818 puntate di Platformer interrogabile attraverso il linguaggio naturale. La tesi più acuta: se ChatGPT ha svegliato le persone sulla capacità dei LLM di generare testi, il Claude Code le sta svegliando sulla capacità di generare strumenti. Il caso più interessante è il database dell’archivio personale di Newton: non è il caso dell’AI che scrive al posto suo, ma è l’AI che gli restituisce accesso alla propria conoscenza accumulata — una sorta di forma attualizzata del capitale semantico. Si torna alla disputa sugli universali, per certi versi: ma Newton probabilmente lo ignora.