Alexander Gheorghiu, logico all’University College London, ripercorre un secolo di ricerca dei limiti della conoscenza, da Hume e Kant a Frege, Russell, il Circolo di Vienna e il programma di Hilbert, fino ai teoremi di incompletezza di Gödel. La lettura corrente li prende come un tetto: esistono verità che nessun sistema raggiungerà. Gheorghiu propone un’altra lettura, a partire da Dummett e dalla tesi di Tor Sandqvist, che giustifica la deduzione con le pratiche dell’asserzione e non con una verità indipendente. Gödel limita una particolare edizione di un sistema, e ogni estensione fedele ne apre un’altra. La verità non è un soffitto che non raggiungiamo, ma una scala che arriva esattamente fin dove l’abbiamo costruita.

Gheorghiu fa parte del gruppo dell’UCL che ha sviluppato quel quadro, e il saggio ne è anche la presentazione. Letto accanto alla crisi dei matematici davanti alle dimostrazioni prodotte dall’AI, pone la domanda che il saggio non fa: se i pioli li costruisce una macchina e nessuno ci sale, di chi è quella verità?

WR