Quattro ricercatori di Anthropic studiano la propria azienda con dati interni su assunzioni, uso degli agenti, produzione, calendari, Slack e schede di colloquio, più diciassette interviste. Da inizio 2025 la quota di junior nei reparti tecnici è scesa dal 21 al 14 per cento, e quella fra i nuovi assunti dal 27 al 9. Ad agosto gli agenti lanciati dai dipendenti lavoravano sei ore per ogni ora umana. Seguendo le stesse persone prima e dopo l’adozione, la produzione cresce: più codice per ingegnere, senza differenze misurabili nella qualità, più contratti chiusi dai venditori. Gli autori avvertono che chi adotta per primo non è un campione casuale. Quando gli agenti producono più di quanto un umano possa leggere, il lavoro si sposta dall’esecuzione alla supervisione, e i primi a pagarne il costo sono i posti junior, che erano il luogo in cui si imparava l’esecuzione. Anche fra i non tecnici leggere tutto ciò che scrivono i propri agenti richiederebbe metà della settimana, e il «meta-lavoro» di istruirli e controllarli sale dal 10 al 22 per cento delle sessioni. Il tempo in riunione cresce, perché il giudizio e il coordinamento restano umani, e i selezionatori premiano autonomia e giudizio più della competenza specialistica. Come rimedi il rapporto propone l’azionariato diffuso, sul modello del patto fra sindacati e imprese americane degli anni Cinquanta, un sistema di allerta sui ruoli a rischio e la ricollocazione interna. Ammette però che nessuno dei tre aiuta chi non viene assunto, e che senza politiche pubbliche di riqualificazione e sostegno al reddito non basteranno.
How Employment is Changing at Anthropic
Elementi di scenario Un’azienda che lavora già con sei ore di agenti per ogni ora umana mostra dove si sposta il lavoro: meno ingressi junior, più giudizio, e l’attenzione umana come collo di bottiglia.
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