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Mario Draghi
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Economista italiano. Nel sito entra nell’ottobre 2026 con la decima Karl Brunner Distinguished Lecture della Banca nazionale svizzera, tenuta al Politecnico federale di Zurigo e pubblicata integralmente da Le Grand Continent. La voce serve a dichiarare perché quel testo è un riferimento e non un’opinione fra le altre: chi parla ha occupato per intero le posizioni da cui la materia si osserva — la presidenza della Banca centrale europea dal 2011 al 2019, Palazzo Chigi dal febbraio 2021 all’ottobre 2022, e nel settembre 2024 il rapporto sulla competitività europea commissionato dalla Commissione. Non è una garanzia che le tesi siano vere; è la ragione per cui saranno il testo su cui gli altri si appoggeranno, spesso senza citarlo.
La conferenza di Zurigo sostiene che il differenziale fra tasso d’interesse e crescita non si governi più dall’Europa, perché i tassi si formano altrove, e che quindi l’unica variabile rimasta sia la crescita. Le mosse indicate sono poche e grandi: mercato unico, unione dei mercati dei capitali, capacità di calcolo. Vale la pena notare la forma della proposta, oltre al contenuto, perché è l’opposto di quella del piano che lo stesso Draghi ha amministrato da presidente del Consiglio, costruito su centinaia di condizioni e su più investimenti che riforme. Non è una contraddizione: è quello che si impara amministrando una metrica.
- Next Generation EU — Ne ha riscritto e presentato il piano italiano nel 2021, ereditando una condizionalità decisa dal regolamento europeo.