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Next Generation EU

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Programma di ripresa dell’Unione europea da 750 miliardi di euro approvato dal Consiglio europeo nel luglio 2020, finanziato per la prima volta con debito comune di dimensione rilevante e articolato in piani nazionali il cui finanziamento è legato al raggiungimento di obiettivi verificati dalla Commissione.

Il piano italiano è l’istanza che l’archivio segue, perché è quella su cui esistono cifre pubbliche. La prima versione è del gennaio 2021, governo Conte II; il governo Draghi la riscrive in parte e la presenta alla Commissione il 30 aprile 2021, con valutazione positiva il 22 giugno. Sono 191,5 miliardi — 36,5% a fondo perduto e 63,5% a prestito, portati a 194,4 con la revisione del novembre 2023 — su sei missioni e sedici componenti, per 186 interventi, di cui 135 investimenti e 51 riforme, con l’erogazione legata a 419 condizioni: 214 target e 205 milestone.

Il motivo per cui la voce interessa questo archivio non è il merito dei singoli progetti ma la forma dello strumento. Un programma la cui erogazione dipende dal conteggio delle condizioni rende il completamento l’obiettivo, e la qualità di ciò che si completa una questione subordinata, chiunque lo amministri; e un rapporto di quasi tre a uno fra investimenti e riforme sposta il baricentro dalle scelte strutturali ai progetti. Che il disegno fosse fragile lo si poteva vedere presto: Carlo Cottarelli e Raffaela Palomba, per l’Osservatorio sui conti pubblici italiani, il 28 maggio 2021 rilevavano che il 75% dei target cadeva fra l’ultimo trimestre 2024 e la fine del 2026 e che per oltre due terzi degli investimenti mancavano target intermedi. Una struttura che misura tardi misura poco.

La condizionalità non è stata scelta nelle capitali: discende dal regolamento che istituisce il dispositivo, e i governi l’hanno ereditata. È la ragione per cui la voce sta accanto alla legge di Goodhart e non a un giudizio politico: il difetto è nel disegno dell’incentivo, non in chi lo ha applicato.

  • condizionalità — La versione domestica: dentro un bilancio, con un verificatore dichiarato e 419 obiettivi da contare.
  • Mario Draghi — Ne ha riscritto e presentato il piano italiano nel 2021, ereditando una condizionalità decisa dal regolamento europeo.
  • legge di Goodhart — La forma che la legge assume in finanza pubblica: l’erogazione legata al conteggio delle condizioni rende il completamento l’obiettivo.
  • paradigma tecnocratico — Il problema diventa quello che lo strumento sa misurare: progetti con una scadenza, non riforme con un esito.
  • Unione Europea — Il primo debito comune di dimensione rilevante, e il primo dispositivo che lega l’erogazione a obiettivi verificati dalla Commissione.
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