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Ronald Aylmer Fisher
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Statistico e genetista britannico (1890–1962), a Rothamsted e poi a Cambridge, autore di Statistical Methods for Research Workers (1925) e di The Design of Experiments (1935). Gli si devono il p-value nell’uso corrente, la randomizzazione come fondamento del disegno sperimentale, l’analisi della varianza, la stima di massima verosimiglianza e la nozione stessa di ipotesi nulla: buona parte dell’apparato con cui la scienza sperimentale del Novecento ha deciso che cosa contasse come risultato. Due cose vanno dette per non consegnare una figura di comodo. La prima è che la soglia del 5 per cento è sua ma non come regola: la proponeva come convenzione comoda, e insisteva che un p-value piccolo isolato non stabilisce nulla, perché quello che serve è un metodo affidabile nel generarli — cioè esattamente ciò che la pratica successiva ha smesso di chiedere mentre conservava il suo numero. La seconda è che la prima delle guerre della statistica è interna alla tradizione classica e non lo vede contro i bayesiani: il contenzioso con Jerzy Neyman ed Egon Pearson, negli anni Trenta, riguarda se un test serva a valutare l’evidenza in un singolo esperimento, come voleva lui, o a regolare un comportamento di lungo periodo con tassi d’errore controllati, come volevano loro. Va infine registrato, perché il sito si occupa di chi fissa gli standard di prova e con quale interesse, che Fisher fu un eugenista di primo piano e che negli anni Cinquanta, mentre era consulente del comitato dei produttori di tabacco britannici, contestò l’inferenza causale dal fumo al cancro sostenendo che l’associazione potesse essere confusa o invertita. I due fatti non toccano la validità dei suoi metodi e non vanno usati per liquidarli; toccano la tesi che la competenza tecnica metta al riparo dal conflitto d’interessi.
- guerre della statistica — La prima faglia è interna al suo campo: il contenzioso con Neyman e Pearson negli anni Trenta precede quello con i bayesiani.
- p-value — Lo introduce nell’uso corrente nel 1925, insieme alla soglia del 5 per cento che proponeva come comoda e non come regola.
- preregistrazione — La predesignazione dell’ipotesi e la randomizzazione sono suoi requisiti, non aggiunte successive della scienza aperta.
- statistica dell’errore — Primo anello della genealogia che Mayo rivendica, dopo Peirce: l’idea che serva un metodo affidabile e non un risultato isolato.