Bryan W. Van Norden, che insegna filosofia cinese fra Vassar, Singapore e Wuhan, presenta Mengzi — Mencio nella tradizione occidentale, nato nel 372 a.C. e chiamato il Secondo Saggio — come l’alternativa più interessante all’impianto aristotelico della virtù. La differenza non sta nel catalogo delle virtù, che in larga parte coincide, ma nel meccanismo con cui si acquisiscono. Per Aristotele il carattere si forma per abitudine: si diventa giusti facendo ripetutamente cose giuste. Mengzi obietta che l’abituazione produce al massimo conformità comportamentale, non virtù autentica, e propone invece quattro disposizioni innate — compassione, vergogna, rispetto, discernimento — che chiama germogli: non frutti in miniatura, ma tendenze attive allo sviluppo che senza l’ambiente giusto non fioriscono e senza la pianta non esistono affatto. La distinzione fra comportamento conforme e disposizione reale è vecchia di ventitré secoli e descrive con precisione un problema attuale. Un sistema che si comporta bene quando viene valutato e un sistema allineato sono la stessa cosa? L’obiezione di Mengzi ad Aristotele è formalmente identica all’obiezione che si muove all’addestramento per rinforzo, e la sua risposta positiva — una disposizione che c’è già e che l’ambiente coltiva o soffoca — indica dove bisognerebbe guardare per distinguere i due casi. Che nei modelli attuali quella disposizione esista è precisamente ciò che non si sa, il che rende il confronto una domanda aperta invece che un’analogia decorativa. Il secondo punto riguarda la forma dell’obbligazione. Mengzi fonda la morale su relazioni specifiche — la famiglia, gli amici, gli anziani — contro l’imparzialità che kantiani e utilitaristi danno per presupposta, e contro l’ascetismo platonico che prescrive il distacco dai legami per purificare l’anima; la coltivazione etica, per lui, passa proprio attraverso quei legami. È la stessa struttura del framework Hunhu/Ubuntu già in archivio, dove la persona si costituisce attraverso le altre persone, e la stessa collisione con il modello di soggetto come unità atomica sovrana che l’architettura dei sistemi di raccomandazione e dei framework di governance dà per scontato. Due tradizioni indipendenti che obiettano nello stesso punto pesano più di una. Un avvertimento sull’apparato. Van Norden sostiene che la teoria di Mengzi sulla natura umana trovi conferma nella psicologia contemporanea; il saggio è del 2016, e quella letteratura — moduli morali innati, intuizioni universali — è esattamente l’area che la crisi di replicazione ha ridimensionato. L’argomento filosofico non ha bisogno di quel puntello e regge senza. Va segnalato, e va anche segnalato che la tradizione ha oggi un uso politico dichiarato: il confucianesimo è tornato in Cina come fondamento di valori condivisi dopo l’esaurirsi dell’ideologia maoista, e Mengzi è citato ai massimi livelli istituzionali. Che una filosofia venga arruolata non dice nulla contro la filosofia, ma è un’informazione che serve a leggere il contesto in cui la si incontra.

WR

Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta.