Zuboff torna su Facebook, che in un decennio ha raggiunto il trilione di dollari applicando la logica del capitalismo della sorveglianza al progetto di connettere il mondo intero. Le infrastrutture di informazione da cui dipende una società democratica sono state lasciate a imprese private senza vincoli di legge pubblica, e ne è nata una rivoluzione nascosta nel modo in cui l’informazione si produce e circola. I danni sociali formano una gerarchia che discende da cause economiche, e chi interviene solo a valle, sulla moderazione e sui contenuti illegali, cura i sintomi e lascia intatta l’estrazione di dati umani che li finanzia. Il rimedio che propone è una «controrivoluzione democratica»: vietare le operazioni di estrazione invece di accumulare correttivi. È il saggio più programmatico della serie e anche il più esposto a un’obiezione: se la causa è una sola, ogni tecnica diventa sintomo, e si perde la distinzione fra la soluzione tecnica, la norma che la consente e la volontà che la usa.
Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta.