Jonathan Chait, da anni critico liberal della sinistra radicale, prende in giro la sinistra e i moderati insieme: i centristi democratici cercavano un leader carismatico che governasse con pragmatismo, e lo hanno trovato in Zohran Mamdani. Mette in fila le correzioni del primo anno: gli autobus gratuiti sono diventati autobus più veloci, l’asilo universale per i bambini di due anni è diventato un aumento di duemila posti, l’ufficio per la sicurezza civile promesso a un miliardo l’anno ne ha ricevuti quaranta milioni, e il controllo delle scuole resta al sindaco nonostante i sindacati degli insegnanti. Ha mantenuto il congelamento degli affitti, che quasi tutti gli economisti giudicano controproducente, ma spinge per semplificare le autorizzazioni a costruire, ha confermato la commissaria di polizia Jessica Tisch e ha finanziato un piano contro l’antisemitismo. La tesi, al netto dell’ironia, è che lo spettro politico si misura su ciò che si governa: una città con vincoli fiscali severi, ricchi che possono trasferirsi a pochi chilometri e un’assemblea statale da cui dipende spinge chiunque verso il gradualismo. Il tono è polemico, e il giudizio sui supermercati comunali o sulla piazza filopalestinese va letto come quello di un avversario.

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