Wedgewood Polls, presentatasi come istituto di sondaggi americano, ha ammesso che la maggior parte dei suoi dati era inventata e ha detto di aver voluto verificare quanto facilmente un istituto del tutto falso potesse essere preso sul serio. L’ha scoperta l’aggregatore FiftyPlusOne. Il New York Times aveva incluso quindici suoi sondaggi nel proprio tracker fra giugno e ottobre, e li ha tolti con una nota della redazione; in agosto un’altra società, Median Strategies, aveva ammesso di aver fabbricato risultati come «esperimento sociale». Il danno non è teorico: Mallory McMorrow, candidata democratica al Senato in Michigan, dice che un sondaggio di Wedgewood che la dava a una cifra le fece perdere donazioni e volontari. Secondo FiftyPlusOne fare sondaggi di bassa qualità, o falsificarli del tutto, sta diventando sempre più facile, e gli strumenti di intelligenza artificiale rendono più difficile riconoscere istituti e dati inventati. La presidente dell’AAPOR, Mary Losch, chiede di non confondere la frode con i sondaggi legittimi.
‘Fake’ pollsters hit US midterms
Elementi di scenario Fabbricare un istituto di sondaggi è diventato facile, e i falsi entrano negli aggregatori proprio dove i sondaggi veri sono pochi: la fiducia in una misura dipende anche da chi la produce.
In dialogo con → Can You Trust the Midterm Polls? Three Times Journalists Talk It Out.