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Canada

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Nell’archivio entra come il luogo in cui una strategia costruita sul calcolo razionale degli alleati incontra una risposta che quel calcolo non prevedeva.

Il lato della richiesta è esplicito. Nel luglio 2026 il sottosegretario alla Difesa americano Elbridge Colby descrive il Canada come «funzionalmente smilitarizzato» dai tempi del primo governo Trudeau — il padre — e dichiara che agli Stati Uniti basta che il paese faccia come i tedeschi o i polacchi: che i dollari aggiuntivi per la difesa comprino capacità militare vera e servano a bisogni comuni, a cominciare dagli impegni NORAD. Sulla scelta fra l’F-35 americano e il Gripen svedese l’argomento è di interoperabilità prima che di prestazioni: un velivolo che comunica peggio con quelli americani espone anche gli americani.

Il lato che la dottrina non sa prezzare è l’altro. Le battute del presidente americano sul Canada come cinquantunesimo Stato, le dichiarazioni sulla Groenlandia e l’immagine della bandiera americana distesa su gran parte del Nordamerica hanno prodotto la posizione pubblica del primo ministro Mark Carney, per cui il Canada non può più contare sugli Stati Uniti come faceva. Interrogato su questo, Colby risponde con la dottrina Monroe e il suo corollario Trump, e poi dichiara di non potersi permettere di caratterizzare quello che fa il presidente.

L’asimmetria che il paese rende visibile è la ragione della voce: chiedere ai polacchi di spendere di più e trattare il Canada come un’estensione degli Stati Uniti sono due richieste diverse, e producono risposte diverse anche quando il contenuto materiale della richiesta è lo stesso.

  • mark to market — Il caso in cui il riprezzamento dell’alleanza produce la reazione che il calcolo non aveva previsto.
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