Tre settimane dopo l’assalto al Campidoglio, Zuboff sostiene che il tentativo di Trump abbia cavalcato un colpo di Stato più lento. Lo hanno condotto in vent’anni le aziende di internet, insieme a uno Stato che dopo l’11 settembre inseguiva anch’esso una «consapevolezza informativa totale». In una civiltà dell’informazione le società si definiscono con tre domande: chi sa, chi decide chi sa, chi decide chi decide. Il colpo procede in quattro tappe. La prima è l’appropriazione dei diritti epistemici, cioè la pretesa di trattare la vita delle persone come materia prima. La seconda è la disuguaglianza epistemica, la distanza fra ciò che io posso sapere e ciò che si può sapere di me. La terza è il caos epistemico prodotto dall’amplificazione algoritmica dell’informazione corrotta. La quarta è il dominio epistemico, in cui un governo computazionale privato prende il posto di quello democratico. Il caos informativo non è il prezzo inevitabile della libertà di parola ma la conseguenza di un modello economico, come l’anidride carbonica in eccesso lo è dei combustibili fossili. Il saggio documenta le ricerche interne di Facebook, fra cui quella che attribuiva agli strumenti di raccomandazione il 64 per cento delle adesioni a gruppi estremisti in Germania, e le scelte con cui Zuckerberg ha respinto le correzioni proposte. La conclusione è netta: si può avere la democrazia o una società della sorveglianza, non entrambe.

WR

Codice attribuito retroattivamente il 23 agosto 2026, all’introduzione della notazione: è una ricostruzione dichiarata, non una registrazione in presa diretta.