Nell’aggiornamento del 6 ottobre 2026 Ben Thompson parte da un fatto tecnico: con gli LLM, decompilare un gioco — risalire dal codice macchina a un sorgente in C leggibile — non chiede più anni di lavoro. Lo considera un caso d’uso quasi perfetto per i modelli, perché il modello propone il codice e può verificare da solo se corrisponde all’originale.

I casi li riprende da Polygon e The Gamer, e vanno letti come riportati. La versione Xbox di Halo gira nel browser, con ventimila giocatori nelle prime cinque ore. Maurice Heumann ha ricostruito Modern Warfare 2 con diciassette agenti in parallelo, finché Activision non l’ha bloccato. Fallout: New York, un gioco nuovo generato con Claude, è stato chiuso da una diffida di Bethesda. Thompson tiene distinte le due capacità, rifare un gioco che esiste e crearne uno nuovo, e ricorda il quadro giuridico americano. Decompilare non è illecito di per sé (Sega v. Accolade, Sony v. Connectix), ma distribuire il codice ricavato quasi certamente lo è, e le licenze d’uso dei giochi per PC di solito vietano il reverse engineering.

L’attrezzo che il pezzo consegna sta in questa distinzione. Tutto il software diventerà aperto nel senso che se ne potrà leggere il codice, non nel senso della licenza: lo si potrà leggere e modificare in casa, non distribuire né vendere.

Quando chiunque può rifare il software, il valore si sposta da ciò che si vende alla personalizzazione. Thompson ne trae tre conseguenze: più giochi-servizio sempre connessi, sul modello di Fortnite, dove non c’è un eseguibile da decompilare; un’ondata di giochi indipendenti; generi costruiti per essere modificati, come Roblox. L’analogia con cui chiude non è Netflix ma TikTok: ognuno si costruisce la propria avventura. I giochi ci arrivano per primi, ma il passaggio toccherà ogni medium.

Il pezzo fa da rovescio alla catena «Il permesso e la proprietà». Lì chi compra un ebook o un modello ottiene solo un accesso a termine; qui chi possiede l’eseguibile può leggerne tutto, ma non farlo circolare. In tutti e due i casi possedere la copia non dice più che cosa se ne può fare.

WR