istituzione
biblioteca pubblica
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Istituzione che mette a disposizione di chiunque, gratuitamente, un fondo di opere e lo spazio per usarle. Nel sito entra nell’ottobre 2026 con una raccolta di testimonianze di bibliotecari americani, e vi entra per una doppia trasformazione che conviene tenere distinta, perché le due metà hanno cause diverse e una sola delle due è stata decisa da qualcuno.
La prima è contrattuale, e vale ovunque perché gli editori sono gli stessi. Una biblioteca che acquista una copia di carta la possiede; una che «acquista» un libro elettronico ottiene una licenza a termine, e il suo bilancio ha smesso di comprare fondo per cominciare a comprare permessi. La seconda è di mandato, ed è cresciuta per sottrazione altrui: dove altri servizi si ritirano, la biblioteca diventa l’indirizzo che resta — un computer e una casella di posta per chi non li ha, un posto al caldo o al fresco, un bagno, assistenza nel compilare un modulo. Nessuno ha deliberato questa seconda trasformazione: si è accumulata.
Il finanziamento non si esporta, e va detto ogni volta che si cita il caso americano. Negli Stati Uniti la biblioteca pubblica dipende in larga parte dall’imposta immobiliare locale ed è governata da consigli locali, il che la espone a una maggioranza di quartiere in un modo che i sistemi finanziati su base statale o comunale non conoscono. Le polemiche americane su quali libri tenere a scaffale vanno lette dentro questa struttura, non importate come se fosse la stessa ovunque.
- licenza di prestito digitale — Il bilancio smette di comprare fondo e compra permessi: la collezione si svuota da sola se non viene ricomprata.
- Stati Uniti — La base fiscale che la finanzia, l’imposta immobiliare locale, è anche ciò che la espone al voto di una maggioranza di quartiere.