testo

Brown v. Board of Education

1 articolo

Sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti del 1954 che dichiarò incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, ottenuta dal NAACP Legal Defense Fund portando in giudizio genitori neri e i loro figli come ricorrenti. Nel sito non è una voce di storia americana ma il caso esemplare di una figura che torna altrove: una norma che vince in tribunale e non viene applicata. L’anno dopo, con Brown II (1955), la Corte stabilì che la desegregazione avvenisse «with all deliberate speed», formula abbastanza elastica da diventare la clausola di rinvio: il dispositivo di fuga fu scritto dallo stesso tribunale che aveva emesso la sentenza. Il governo federale non la fece rispettare; l’attuazione fu lasciata alle famiglie, cioè a bambini di sei anni mandati dentro le scuole bianche fra la folla — nel novembre 1960, alla McDonogh 19 di New Orleans, l’integrazione non durò fino alle tre del pomeriggio, perché entro quell’ora tutti i genitori bianchi avevano ritirato i figli. Settant’anni dopo, nel 2026, le scuole di New York sono segregate quanto trent’anni prima. Da tenere presente quando si valuta qualunque architettura regolatoria: fra l’adozione di una norma e il suo effetto c’è un problema di enforcement che la norma da sola non risolve.

  • segregazione scolastica — Sentenza del 1954: vinse in tribunale e non fu applicata. Alla McDonogh 19 di New Orleans, nel 1960, l’integrazione non durò fino alle tre del pomeriggio.
Nel resto della mappa Vedi la mappa completa →