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Leslie M. Harris
2 articoli
Storica americana della schiavitù e della vita afroamericana, professoressa alla Northwestern University, autrice di In the Shadow of Slavery: African Americans in New York City, 1626-1863 (2003) e curatrice, con James T. Campbell e Alfred L. Brophy, di Slavery and the University: Histories and Legacies (University of Georgia Press, 2019). Nel sito entra con l’articolo del 6 marzo 2020 su Politico Magazine, e vale per la postura più che per il caso. Interpellata dal New York Times come verifica esterna sul 1619 Project nell’estate 2019, contestò l’affermazione centrale, fu pubblicata lo stesso, e poi fece quattro cose invece di una: nominò l’errore, ne diede la contro-evidenza storica — il caso Somerset del 1772 non toccava le colonie americane, dunque non c’era nulla da cui separarsi per proteggere la schiavitù —, rifiutò che la correzione servisse a liquidare il progetto, e applicò lo stesso controllo bibliografico ai cinque storici che lo attaccavano, contando le voci d’indice nelle loro opere. Si usa come modello di metodo — come si corregge un fatto senza cedere la cornice, e come si corregge una cornice senza allargare i fatti — più che come fonte su un singolo dibattito americano.
- 1619 Project — Interpellata come verifica esterna nell’estate 2019, contestò l’affermazione centrale, e il Times la pubblicò comunque.
- Nikole Hannah-Jones — Il 19 agosto 2019, a Georgia Public Radio, la ascoltò «in silenzio attonito» ripetere l’affermazione che aveva smontato.
- Jill Lepore — La sua sintesi in una riga è la struttura in due tempi di These Truths: le verità fondanti erano reali, e sono state tradite dall’inizio.
- Keeanga-Yamahtta Taylor — Stessa università e critiche complementari: Harris sul fatto sbagliato, Taylor sull’architettura causale troppo sottile.