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Jill Lepore
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Storica e scrittrice americana (1966), staff writer del New Yorker e professoressa a Harvard. Autrice di These Truths: A History of the United States (2018), storia degli Stati Uniti costruita attorno all’idea che le verità fondanti — uguaglianza, diritti, sovranità popolare — non siano astrazioni ma oggetti concreti con effetti concreti nella vita delle persone: un’impostazione storiografica in piena sintonia con il filo teorico del sito. Tra le voci più acute nella critica storica alla Silicon Valley e alla mitologia del progresso tecnologico. Nel sito è citata per la lettura dell’enciclica Magnifica Humanitas di Leo XIV: il Papa come prima autorità spirituale a nominare il «paradigma tecnocratico», in una genealogia critica che risale ad Arendt e Mumford. Sul dibattito intorno al 1619 Project la sua rilevanza è strutturale prima che polemica, e il sito la usa come chiave di lettura: l’impianto di These Truths richiede che le proposizioni fondanti fossero intenzioni vere, perché se la Rivoluzione americana fosse stata combattuta in primo luogo per proteggere la schiavitù non ci sarebbe nulla da tradire e il libro perderebbe il proprio motore — resterebbe una storia più semplice e molto meno interessante, ipocrisia fino in fondo. La tesi difficile che Lepore sceglie è che gli stessi uomini intendessero davvero quelle proposizioni e possedessero persone, e che la contraddizione non si sciolga decidendo che mentivano. Questo la colloca con il 1619 Project sulla centralità della schiavitù — e infatti non firmò la lettera dei cinque storici del dicembre 2019 — e contro la sua affermazione sulla causalità, nella stessa posizione di Leslie M. Harris. Dal novembre 2025 la ricostruzione non è più un’inferenza dal metodo: nel pezzo sul duecentocinquantenario Lepore prende posizione in proprio, descrive l’introduzione di Hannah-Jones come quella che presentò la Rivoluzione come deplorevole, riporta l’obiezione degli storici e la correzione parziale del Times — «alcuni dei coloni» — e chiude su una simmetria che è la sua firma: la Rivoluzione fallita è quella che l’amministrazione Trump non sopporta che gli americani conoscano e piangano, la Rivoluzione riuscita è quella che alcune istituzioni americane sono decise a ignorare.
- 1619 Project — Non firmò la lettera dei cinque storici del dicembre 2019: è con il progetto sulla centralità, contro la sua tesi sulla causalità.
- Leslie M. Harris — La sua sintesi in una riga è la struttura in due tempi di These Truths: le verità fondanti erano reali, e sono state tradite dall’inizio.
- monocausalità — Nel novembre 2025 riporta la tesi di Jasanoff: l’origine viene caricata di una posta che nessun evento e nessuna persona può reggere.
- paradigma tecnocratico — Nel maggio 2026 legge l’enciclica di Leone XIV come la prima volta che un’autorità spirituale nomina il paradigma tecnocratico.