Da quando Mike Johnston è sindaco, Denver ha ridotto del 64% le persone che vivono in strada, con un calo che nel 2025 è stato circa tredici volte quello nazionale. Secondo la valutazione indipendente dell’Urban Institute, fra il 2023 e il 2025 gli accampamenti attivi si sono quasi dimezzati e quelli grandi sono scesi del 91%. Il metodo unisce ciò che le città progressiste tengono separato. La polizia sgombera con una sequenza graduata, avvertimento, diffida scritta e solo alla fine multa o arresto. Gli assistenti sociali offrono un posto vero: casette con privacy, un albergo comunale, nessun limite rigido di permanenza, gestori valutati su quante persone escono dalla strada. Denver mostra che il problema dei senzatetto è risolvibile quando l’applicazione della legge e l’offerta di un alloggio vanno insieme: la pressione funziona perché c’è un posto dove andare. Il mantra del sindaco è l’opposto della resa che German Lopez rimprovera a Los Angeles e Seattle: «all of our problems are solvable and we’re the ones to solve them».

L’analisi dei dati è dello stesso Lopez, e il pezzo è anche un invito politico ai Democratici. I fondi federali temporanei sono finiti, e la fase successiva, con malati psichiatrici e tossicodipendenti, richiederà secondo l’autore una forma di coercizione. È lì che contano i contrappesi, di cui già ora si vedono i segni: le ispezioni nelle stanze contestate dagli attivisti, i vicini che puntano le telecamere sulle casette.

WR