Catena 10 fonti · mag 2026 – set 2026 · in ordine di data, il numero è l’ordine di lettura

  1. 1mag 26The New Yorker
  2. 3giu 26Berlino ↔︎ Europa
  3. 5giu 26Corriere della Sera
  4. 4giu 26Foreign Policy
  5. 2giu 26Fringe Notes
  6. 7lug 26The Economist
  7. 8ago 26MIT Press Reader
  8. 10set 26The Economist
  9. 9set 26The Atlantic
  10. 6set 26The Guardian

Leone XIII firmò la Rerum Novarum nel 1891, contro i baroni dell’industria del suo tempo; Leone XIV, il primo Papa americano, ha firmato Magnifica Humanitas centotrentacinque anni dopo, nello stesso giorno, e i baroni che ha in mente sono quelli della tecnologia. Jill Lepore, sul New Yorker, coglie la mossa più acuta dell’enciclica: la Silicon Valley usa da decenni un vocabolario religioso, missione, salvezza, una nuova era per l’umanità, e il Papa entra in campo rivendicando la paternità di quelle parole.1 Le conferenze come omelie e le piattaforme come chiese erano metafore di comodo; ricondotte alla dottrina sociale da cui vengono, diventano un’accusa.

La tesi che ricavo da questa catena è che mentre la politica ha smesso di pensare al futuro, le élite tecnologiche lo hanno trasformato in un’escatologia privata, e che la Chiesa è stata l’istituzione più pronta a nominarla come paradigma. Le resistenze, intanto, passano più per il diritto e per le risorse materiali che per il dibattito pubblico.

Il nome

Giovanni Boccia Artieri usa l’enciclica per spostare il discorso dal piano morale a quello strutturale: ogni appello a un’intelligenza artificiale umanistica resta astratto se non fa i conti con le infrastrutture che concentrano dati, modelli e potere, e i dati sono per lui le nuove terre rare, una materia estratta da vite rese calcolabili e archivi culturali assorbiti senza restituzione.2 Valentina Giannella parte dalla soffitta sigillata della sinagoga di Praga in cui la leggenda colloca i resti del Golem, e ricorda che il Maharal gli negò la parola perché aveva capito che chi parla ha potere; noi gliel’abbiamo data, e la domanda che il rabbino si pose nel 1580 è la stessa che si pone oggi un’azienda che chiede una pausa globale e prepara la quotazione in borsa.3

L’escatologia

Jonathan White, politologo della London School of Economics, descrive il paradosso che fa da sfondo: la politica tradizionale ha abbandonato il futuro, ridotta a gestione dell’emergenza, e la grande industria tecnologica ne ha fatto la propria ideologia fondativa, fino alla proposta di Alex Karp di un’élite tecnica come nuovo soggetto del progetto nazionale.4 Paolo Benanti e Sebastiano Maffettone, sul Corriere, leggono il progetto di Thiel e Karp sul piano che conta di più, quello delle condizioni del pensiero collettivo: con Arendt, sostengono che il giudizio può collassare senza coercizione, per sostituzione silenziosa della deliberazione con un’elaborazione di dati che fornisce la risposta prima che la domanda sia formulata.5

Naomi Klein, che torna a essere ascoltata dopo una lunga stagione in ombra, sostiene con Astra Taylor che i miliardari della tecnologia non negano più l’apocalisse climatica e finanziaria, la mettono in conto e vi costruiscono sopra una posizione.6 La diagnosi psicologica che propone regge poco; il reperto conta, perché descrive un futuro pensato come scialuppa per pochi. Il rovescio luminoso della stessa escatologia si trova nell’intervista di Elon Musk alla direttrice dell’Economist, dove l’intelligenza artificiale promette un’età di abbondanza in cui chiunque potrà avere qualunque cosa immagini, a patto di non guardare ai costi della transizione; quando la conversazione arriva all’AfD e ai neonazisti nel partito, Musk smette di rispondere.7

Le resistenze

Leah Stokes ricostruisce il precedente che insegna a diffidare delle risposte morali: nel 2004 BP mise in rete un calcolatore dell’impronta di carbonio e spese oltre cento milioni l’anno per convincere il mondo che il clima fosse una questione di comportamenti individuali, spostando la discussione da chi mantiene l’infrastruttura fossile a quanto inquina la nostra doccia.8 L’intelligenza artificiale rischia lo stesso destino, con l’etica dell’utente al posto della politica delle infrastrutture. La via che per ora funziona è quella giudiziaria, e Sherry Turkle, sull’Atlantic, la indica a partire dall’accordo con cui Meta pagherà fino a diciassette miliardi di dollari a quarantasette Stati per i danni ai minori: i procuratori hanno aggirato la protezione della legge del 1996 accusando il design dell’algoritmo invece dei contenuti, e la stessa mossa si applica ai chatbot, che aggrediscono le emozioni dove i social aggredivano l’attenzione.9

La controtesi descrive bene i fatti e, a mio parere, ne sbaglia la lettura. Lo stesso articolo riconosce che la sfiducia verso le grandi imprese si esprime nella forma che trova disponibile, e la contestazione di un data center è una delle poche sedi in cui un cittadino può dire di no a questa industria. Se il paradigma ha un nome grazie a un’enciclica, e una giurisprudenza grazie ai procuratori, gli manca ancora una sede politica in cui discuterlo come tale; finché manca, le resistenze continueranno a prendere la forma del cortile, e a sembrare più piccole di quello che sono.

Nella catena

  1. 1Jill Lepore / The New Yorker — What the Pope Said About A.I.
  2. 2Giovanni Boccia Artieri / Fringe Notes — Magnifica Humanitas: le nuove terre rare del potere
  3. 3Valentina Giannella / Berlino ↔︎ Europa — Il Golem e l’AI
  4. 4Jonathan White / Foreign Policy — The End of the Future
  5. 5Paolo Benanti e Sebastiano Maffettone / Corriere della Sera — La colonizzazione del giudizio
  6. 6Zoe Williams / The Guardian — Naomi Klein: 'Extreme wealth has a deranging effect. It turns you into a supremacist'
  7. 7Zanny Minton Beddoes / The Economist — An interview with Elon Musk
  8. 8Leah C. Stokes / MIT Press Reader — The Climate Crisis Is Bigger Than Your Footprint
  9. 9Sherry Turkle / The Atlantic — The Original Sin of AI
  10. 10The Economist — How data centres became one of America’s hottest political issues controtesi

Concetti ricorrenti nelle fonti paradigma tecnocratico×5 allineamento AI×3 Thiel, Peter×3 Arendt, Hannah×2 Karp, Alexander×2 Musk, Elon×2

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