Narrativa lunga

Serie

Saggi in più parti collegati da un filo tematico. Ogni serie è leggibile in sequenza o per singolo pezzo.

2 catene di 2 previsti

Il fronte dell’informazione

Due catene sui contenuti editoriali, giornalistici e culturali come strumenti di offesa e di difesa geopolitica. La prima segue l’offesa che colpisce il canale prima del messaggio: manuali bruciati, data center colpiti, cavi, industrie dell’intrattenimento comprate, cornici che decidono la domanda. La seconda si chiede che cosa difenda davvero un pubblico, e trova che la firma riconosciuta non basta: regge il capitale di fiducia accumulato prima dell’attacco, che oggi si consuma per ragioni di mercato, mentre la rete chiusa protegge chi governa e non chi legge.

  1. Il contenuto come munizione
  2. La fiducia prima dell’attacco
2 catene di 2 previsti

Il recinto

Due catene di letture già schedate nell’archivio, legate da una tesi: l’allarme sul rischio esistenziale dell’intelligenza artificiale serve ai laboratori di frontiera, prima davanti agli investitori e poi davanti ai regolatori. La seconda catena guarda a chi resta fuori dal recinto: nuovi entranti, modelli aperti, paesi che vorrebbero un’intelligenza artificiale propria.

  1. Il rischio come prodotto
  2. Chi resta fuori dal recinto
3 saggi

La condizione epistemica

La domanda che attraversa entrambi i pezzi è la stessa: la realtà resiste ancora ai nostri schemi concettuali? Il primo saggio risponde dal basso — dalla differenza tra un LLM e una coscienza incarnata. Il secondo risponde dall’alto — seguendo il percorso in cui il post-strutturalismo è diventato materia prima dei populismi. Due angolazioni diverse sullo stesso problema: come si valida la conoscenza quando gli strumenti per produrla non sono più trasparenti.

  1. La differenza fra Claude e le mie gatte
  2. La dialettica dell’antilluminismo
  3. L’infrastruttura del sapere. AI Act, sistemi ad alto rischio e autonomia cognitiva
2 catene di 2 previsti

La fiducia

Due catene sulla stessa domanda posta a oggetti diversi: che cosa rende affidabile un testo quando scriverlo non costa più nulla, e che cosa rende affidabile la risposta di una macchina. In entrambi i casi la fiducia si sposta dall’oggetto alla procedura con cui lo si verifica.

  1. La firma e il segnale
  2. Possiamo fidarci di una macchina?
4 catene di 4 previsti

La misura e il bersaglio

Quattro catene legate dalla stessa legge, quella di Goodhart: una misura trasformata in obiettivo smette di misurare. La prima guarda al marketing quando il primo lettore di un testo è una macchina che sceglie per conto del cliente. La seconda ricostruisce l’enunciato generale della legge, fra università e Cina, e propone il rimedio: dichiarare la distorsione invece di limitarsi a invocarla. La terza lo applica all’allineamento dell’intelligenza artificiale, dove un sistema ottimizzato su una misura impara a colpire la misura. La quarta chiude sul caso della rilevazione testuale e della propaganda: una firma riconosciuta è una firma che si può imparare a togliere.

  1. Marketing per le macchine
  2. Quando la misura diventa bersaglio
  3. Il bersaglio e il fine
  4. La firma tolta
3 catene di 3 previsti

Lo standard di prova

Tre catene su che cosa conta come prova e su chi lo decide. La prima ricostruisce il p-value, le scuole che se lo contendono e la guerra che le ha divise, ed è pensata come strumento di lavoro, con una tabella delle posizioni e le sei letture sbagliate del p-value. La seconda porta il test severo fuori dal laboratorio, sui numeri del giornalismo e sulle scoperte dei modelli. La terza si chiede chi abbia il potere di fissare lo standard, e quale interesse ne derivi.

  1. Il p-value e le sue guerre
  2. Il test severo
  3. Chi fissa lo standard
3 catene di 3 previsti

L’attante zero

Tre catene sulla stessa domanda, posta a oggetti diversi: quanti agenti ci sono davvero quando una macchina agisce. La prima mostra che l’allineamento dei modelli codifica un’etica occidentale presentata come universale, e che le tradizioni relazionali ne offrono un’altra. La seconda confronta questa tesi con l’altruismo efficace, che vede due agenti nella stanza dove l’attante zero ne vede uno solo, e la mette alla prova di un caso reale. La terza porta la domanda alla sua forma più radicale, chiedendosi se prima ancora di cercare chi agisce non convenga chiedersi se ci sia qualcuno in casa.

  1. Altre intelligenze
  2. Nessun altro nella stanza
  3. Il rilevatore prima dell’oggetto
2 saggi · 1 catena di 3 previsti

L’equazione del valore

Due saggi e una catena: un contributo al dibattito sulla scrittura assistita dai modelli linguistici, che prova a spostarlo dal terreno dell’autenticità a quello della misura. La domanda che i due saggi sostituiscono è la stessa: «chi o cosa ha scritto questo testo?». Il primo la rimpiazza con un’equazione del valore, e scopre che lo stack di strumenti non compare in nessun termine additivo di contenuto. Il secondo trasforma quell’equazione in un simulatore, la trova rotta in tre punti e la ripara: non conta più solo quanto un testo sposta il lettore, ma in che direzione. In fondo al secondo ci sono i cursori per falsificarla. La terza parte è una catena che mette l’equazione alla prova su un caso reale, l’esclusione di un romanzo dal Goncourt nel settembre 2026, e trova che gli esiti li ha decisi la dichiarazione sul processo, mentre la quantità di macchina nel testo non ha contato.

  1. La formula dell’autenticità
  2. La forza della scrittura e la sua direzione
  3. Chi lo ha detto per primo
2 saggi · 1 catena

Teoria dei giochi e ordine internazionale

Una serie di saggi e catene che applica la teoria dei giochi — in particolare il concetto di shadow of the future e i modelli di bargaining — all’analisi dell’ordine internazionale contemporaneo. Il punto di partenza è semplice: capire perché gli attori cooperano o defezionano richiede un framework formale, non solo intuizioni storiche.

  1. L’ombra del futuro
  2. L’ombra del passato
  3. L’ombra del futuro, in pratica