teoria
sovranità cognitiva
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La dipendenza da tecnologie cognitive estere come rischio epistemico, non solo operativo: chi controlla l’infrastruttura controlla le condizioni di produzione della conoscenza. Nel sito è l’igiene cognitiva sovrana — sapere cosa sa il proprio sistema, come lo sa, e in quali condizioni potrebbe smettere di saperlo — messa in luce dal caso Fable 5, in cui un executive order americano ha spento un’infrastruttura scientifica in quarantotto ore. Il caso Fable 5 è la versione da politica commerciale del problema: la capacità si spegne perché il fornitore, o il suo governo, decide così. La versione strutturale riguarda i pesi: chi li possiede esercita la capacità a condizioni proprie, e per questo una regolazione che renda i modelli a pesi aperti troppo onerosi da rilasciare produce dipendenza cognitiva come effetto collaterale.
- ambasciata dei dati — La risposta giuridica allo stesso problema: quando l’infrastruttura non può stare in casa, si sposta il confine invece del dato.
- cattura regolatoria — Una regola che scoraggia i pesi aperti produce la dipendenza da fornitori esteri che dichiarava di voler evitare.
- divario di efficienza dei dati — Il prezzo d’ingresso in token decide chi può addestrare un modello nella propria lingua e chi userà quello altrui.
- modelli a pesi aperti — Possedere i pesi è la forma tecnica dell’indipendenza: la capacità non si spegne quando cambia la politica commerciale di un fornitore.
- splinternet — La sovranità cognitiva è la posta; lo splinternet è il modo in cui si gioca — cavi, protocolli, controlli all’esportazione.